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BREVE
STORIA
della Società Nazionale di Salvamento
dal 1872 al 1959
Nel
luglio dell’anno 1871 alcuni benemeriti cittadini fra i quali il Dott.
Edoardo Maragliano (dipoi illustre Professore e Senatore), il Dott. Du
Jardin, il Cap. Carlo Olivelli, l’Ing. Giovanni Luigi Parodi, il Dott.
Pacchiotti, preoccupati del continuo verificarsi di casi di annegamento,
dovuti in gran parte all’imperizia dei bagnini, si radunava in una
saletta della “Società di letture” in Genova, Salita S. Caterina,
per gettare le basi di una nuova Società avente lo scopo di
incoraggiare il salvataggio in mare, di premiare con medaglie o somme di
denaro i salvatori, di diffondere, a mezzo conferenze e lezioni
popolari, i mezzi idonei a ridare la vita agli asfittici combattendo il
barbaro metodo in uso di capovolgere il naufrago, col rischio di
accelerarne la morte.
La
Società era quindi umanitaria e benefica ed il concorso spontaneo della
popolazione fece si che il 31 luglio del 1871 un’assemblea di aderenti
ne approvasse lo Statuto fondamentale imponendole il nome di SOCIETA’
LIGURE DI SOCCORSO AI SOMMERSI.
Nell’anno
1872, ampliando la sua sfera d’azione, la Società prendeva il nome di
ASSOCIAZIONE LIGURE DI SALVAMENTO, dando di ciò notizia ai Prefetti di
Genova e Portomaurizio, ai Sottoprefetti, ai Municipi della Liguria per
essere coadiuvata moralmente e finanziariamente.
La
popolazione si mostrò subito entusiasta e cosi pure le Autorità, tanto
che ben presto, centinaia di Soci sostenitori vollero far parte di
essa, che in pochi anni divenne centro dello Sport Nautico Italiano con
importanza Nazionale.
Gli
scopi della SOCIETA' LIGURE DI SALVAMENTO erano: la diffusione delle
norme per soccorrere gli asfittici, l’impianto di Asili di Soccorso
sulle spiagge liguri, il soccorso alle famiglie povere dei naufraghi, la
conservazione della Sezione di Voga come scuola del remo.
La
Società ebbe momenti di sviluppo e di decadenza, ma sempre fu sorretta
dalla fede incrollabile dei suoi fondatori e sostenitori, finché
nell’agosto del 1875 stese il suo vero Statuto approvato con Decreto
Ministeriale del 18 dicembre 1876. Il 19 aprile 1876 venne eretta in
Ente Morale.
Il
primo personaggio illustre a dare la sua adesione alla Società Ligure
di Salvamento fu S.A.R. il Principe Tomaso di Savoia, che si fece Socio
effettivo con 10 azioni annue da L. 10 cad.
La
Società intanto, per assolvere gradatamente ai suoi compiti, istituiva
una scuola di nuoto e voga e nell’anno 1875, bandiva la prima Regata
Nazionale che ebbe luogo nel Porto di Genova, alla presenza di
Margherita di Savoia e del fratello Duca di Genova, in rappresentanza
della Famiglia Reale.
Nel
1876, il 30 luglio, altra Regata alla quale presero parte rappresentanze
di tutte le città del litorale italiano con l’intervento del Corpo RR.
Equipaggi, la rappresentanza di Trieste e di Venezia, la quale (Venezia)
inviò per treno le meravigliose gondole della laguna con i bravi
gondolieri. Presenti sempre membri della Famiglia Reale. Il successo di
questa seconda regata fu più spettacoloso ancora e se ne occupò
estesamente la stampa nazionale ed estera. Tutti erano meravigliati che
questa Società giovane e privata, potesse ottenere tanto glorioso
successo. L’Italia stessa trasse grandi benefici da queste vittorie
marinare: ovunque sorsero Società sportive alle quali si iscriveva
tutta la gioventù elegante: sulle coste, sul Po, sul Tevere, sui laghi.
(Tre ardimentosi, a bordo di una piccola canoa, scesero il Tevere ed a
forza di remi, vennero a Genova, accolti festosamente dalla Salvamento
che fece coniare appositamente tre medaglie d’argento e le offrì loro
come ricordo dell’ardita impresa).
Già
nell’agosto del 1873 il Ministero dell’Interno raccomandava alle
Prefetture della Liguria di invitare tutti i Municipi a dare il loro
appoggio morale e finanziario alla Società per il suo incremento,
affinché potesse diffondere ed insegnare praticamente la respirazione
artificiale fino allora sconosciuta anche alle persone più colte.
In
data 14 agosto 1874 S. M. il Re Vittorio Emanuele II accettava la
Presidenza Onoraria.
Il 25
aprile 1875 ebbe luogo la prima solenne Premiazione dei salvatori
(premiati circa 60). Fra i premiati va ricordata la Medaglia d’Oro
conferita a Maria Pia di Savoia, Regina del Portogallo. Omaggio molto
apprezzato dalla Corte di Lisbona.
Da
allora le premiazioni si sono susseguite,
fastose, solenni, presenti sempre le maggiori autorità governative e
cittadine. Nel 1938 la “Salvamento” ebbe l’onore di premiare, fra
gli altri, il grande Guglielmo Marconi, con medaglia d’oro, come
“Primo salvatore dell’umanità”. Questo nostro riconoscimento fu
molto caro a Marconi che disse essere l’unico riconoscimento ricevuto
fino allora.
Nel
1876 la Società indisse a Genova un Congresso Internazionale di tutte
le Istituzioni di Salvataggio. Poi concorse all’Esposizione Belga di
Igiene e Salvataggio tenutasi a Bruxelles, riportandone la Medaglia
d’Argento di I° grado. Aderì poi al Congresso di Igiene e
Salvataggio tenutosi a Parigi nel 1877 ed ebbe in premio una Croce
d’Oro. Al quarto Congresso dell’Associazione Medica Italiana, che
ebbe luogo a Genova nel 1880, riportò la Medaglia d’Oro e alla Mostra
Internazionale di Milano, nel 1881, la Medaglia d’Argento di I°
grado.
Fra
gli Encomi, l’Istituzione vanta quello dell’Eroe dei due Mondi, che
plaude ad essa con lettera in data 19 giugno 1875.
L’azione
della Società Ligure di Salvamento si estendeva dal Magra a levante
fino al confine più occidentale d’Italia, e a bordo di bastimenti e
piroscafi, fino al mar Rosso e nei mari esteri.
I
primi Soci della Società erano di due specie: Contribuenti (quelli che
pagavano L. 10 per ogni azione o quota annua) e Soccorritori (quelli
capaci di portare soccorso ai pericolanti in mare e di praticar loro la
respirazione artificiale).
I
proventi sociali erano, oltre le quote sociali, i sussidi delle
Amministrazioni Comunali e del Governo, ma soprattutto, le oblazioni
raccolte a bordo con le apposite Cassette ideate ed istituite
dall’allora Presidente della Società Ligure di Salvamento Ing. Cav.
Giovanni Luigi Parodi.
Nel
1891 gli Asili di Soccorso sociali erano in numero di 40, dei quali due
nel Porto di Genova, gli altri erano alla Cava alla Foce, a S. Nazaro,
S. Giuliano, Sturla, Bogliasco, Recco, Santa Margherita Ligure, Levanto,
La Spezia (presso la Capitaneria di Porto), Portovenere, Lerici, N.° 5
a Sampierdarena, indi a Prà, Pegli, Voltri, Arenzano, Celle Ligure,
Savona, Cogoleto, Vado, Spotorno, Alassio, Oneglia, Porto Maurizio, S.
Remo, Ventimiglia, ecc.
Fin
dai primi anni di fondazione il Presidente Parodi, o in sua vece,
qualche membro del Consiglio, si recava nelle cittadine rivierasche e
teneva nei teatri o nelle piazze, conferenze sulla respirazione
artificiale. II metodo più in voga era quello del Prof. Pacini di
Firenze, mentre gli inglesi usavano quello del Prof. Silvester, ritenuto
però meno conveniente. Il metodo Pacini veniva pure insegnato nelle
scuole pubbliche dalla Salvamento, a mezzo lezioni. Ancora nel 1891 la
Salvamento ebbe La Medaglia d’Argento all’Esposizione di Palermo e
nel 1892 la Medaglia d’Oro, l’unica conferita, all’Esposizione
Italo-Americana di Genova. Nello stesso anno la Sezione Voga della
Salvamento, assai fiorente, ebbe il primo e il secondo Premio alle
Regate che ebbero luogo nel Porto di Genova.
Nell’anno
1897 furono impiantati Asili di Soccorso a Genova-Quarto, Quinto,
Albissola, Sori, Noli, Finalmarina.
Nel
1898 una terribile mareggiata sconvolgeva le coste liguri distruggendo,
col Porto di Genova, gran parte degli Asili di Soccorso impiantati lungo
la riviera di ponente. Nello stesso anno si doveva constatare che il
numero dei Soci si diradava a motivo di nuove Istituzioni che sorgevano
in città e tutte fondate sul concorso della cittadinanza e sotto forma
di azioni come la nostra.
Gli
Asili di Soccorso però funzionavano regolarmente ed anzi se ne
impiantava uno nuovo a Pietra Ligure.
Nell’anno
1898 e in quello precedente, non si sono tenute conferenze lungo le
riviere perché le lezioni sui soccorsi agli asfittici venivano
impartite nelle scuole dai Professori di Scienze Naturali. La Salvamento
provvedeva gratuitamente gli opuscoli con le norme relative.
Già
nel 1889 S. M. il Re, ammirato del sociale coraggio e dalla perseveranza
nel fare bene, inviava, assieme ad una nobile lettera, un sussidio
personale di L. 250.
Nel
1900 la “Salvamento” perdeva, con la morte del Senatore Lazzaro
Gagliardo, Socio Effettivo e Benemerito, un vero amico, colui che un
giorno venuto a sapere che a causa di guai per le cassette di bordo, la
“Salvamento” era stata multata di L. 100, inviava un sussidio di
pari somma “perché la Salvamento non dovesse risentire della rigidità
della legge”.
Nello
stesso 1900 la Società provvedeva a sostituire, a riparare ed a
rifornire di nuovo materiale gli Asili di Soccorso distrutti o
danneggiati dalla mareggiata dal 1898.
Nell’anno
1901 il Ministero della Marina assegnava al nostro Ente un sussidio di
L. 500, quello dell’Interno di L. 300 e quello dell’Industria
Agricoltura e Commercio di L. 100.
Venivano
impiantati gli Asili di Soccorso a Chiavari e a Sestri Levante.
Sempre
nel 1901 la “Salvamento” prendeva parte all’Esposizione Nazionale
di Igiene che ebbe luogo a Napoli e ne ebbe la Medaglia d’Oro; non
solo, ma la Società Pro Napoli chiedeva a noi le modalità per
impiantare colà una Istituzione come la nostra e provvedere quindi le
spiagge di Asili di Soccorso.
Nell’anno
1900 moriva assassinato il Re d’Italia Umberto I° di Savoia, detto il
Re Buono, Presidente Onorario e Socio Sostenitore della Società.
Nel
1901, anniversario della morte, la Società inviava a Roma una corona di
ferro battuto con quercia, lauro e palma intrecciati, da collocare sulla
tomba del Re, nel Pantheon.
Nell’anno
1903 veniva effettuata la Premiazione di 200 valorosi salvatori, nel
Teatro Carlo Felice, alla presenza di un Membro della Casa Reale, di
Ministri e di tutte le Autorità cittadine e regionali. Funzionava la
Banda dell’89° Fanteria: una cosa veramente grandiosa e
meravigliosa che entusiasmò autorità e cittadinanza.
Nello
stesso anno il Presidente otteneva dal Ministero della Marina la
concessione di estrarre, per sei mesi, sabbia dalla Foce del Bisagno. La
Società deliberava di cedere la concessione al miglior offerente ed
andava così al consocio Angelo Emanuele Solari che pagò L. 1000.
Sempre
nel 1903 moriva il Prof. Du Jardin, uno dei benemeriti fondatori della
“Salvamento”.
Nel
1904, S. M. il Re Vittorio Emanuele III,
succeduto al padre, letta la
relazione inviatagli in omaggio dal nostro Ente, inviava un’offerta di
L. 300 accompagnata da nobili espressioni di plauso e di incitamento.
Nell’anno
1905 le L.L. M.M. Vittorio Emanuele III
ed Elena di Savoia, venivano a
Genova per l’avvio dei lavori portuali. La “Salvamento” in
quell’occasione, prese parte, con i suoi Militi in divisa, bagnini e
Soci della Sezione Voga, ai festeggiamenti, all’inaugurazione dei
lavori del Porto, ai ricevimenti in Municipio ed in Palazzo S. Giorgio.
Nel
1906 moriva il Consigliere d’ Amministrazione e V. Presidente Comm.
Enrico Cravero.
Nello
stesso anno la “Salvamento” impiantava un nuovo Asilo di Soccorso
nello stabilimento bagni “Strega” in Genova.
Negli
anni 1907-1908 il Generale Stefano Canzio, Presidente del Consorzio
Autonomo del Porto di Genova, rinnovava alla Società il permesso di
estrazione della sabbia dalla Foce del Bisagno.
Negli
anni 1909-1910, la “Salvamento” si trovava in qualche ristrettezza,
un po’ per carenza di soci, un po’ perché venutigli a mancare i
contributi del Ministero dell’Interno e dell’Agricoltura e
Commercio.
Nel
1911 venivano premiati con la consueta solennità un centinaio di Eroi
del mare, per salvataggi compiuti dall’anno 1903 al 1909. La
“Salvamento” fece coincidere la Premiazione con il cinquantenario
della Spedizione dei Mille; presente S. E. il Conte Luigi Cadorna in
rappresentanza di S. M. il Re.
Nel
1913 venivano riparati gran parte degli Asili di Soccorso ed erogati
sussidi alle famiglie povere dei naufraghi, come annualmente.
In
detto anno, solamente il Ministero della Marina faceva pervenire alla
Società, il solito sussidio. Sono invece aumentati i sussidi dei
Municipi di Genova e della Liguria.
Le
cassette di bordo sono state più generose per disposizioni date ai
Direttori dalle Compagnie di Navigazione.
Nel
1914 l’Assessore alla Pubblica Istruzione chiedeva alla Società di
mettere a disposizione dei Ricreatori Scolastici due lance per
1’addestramento dei giovani alla voga, cosa che veniva fatta di buon
grado e che si protraeva più del previsto.
Nel
1916 ignoti ladri rubavano il cancello del nostro Asilo di Soccorso di
Alassio provocando un danno non indifferente. Il Sindaco di Alassio dava
disposizioni alle Guardie Municipali perché sorvegliassero il nostro
Asilo.
In
questo stesso anno venivano riparati gli Asili di Soccorso di Celle
Ligure, Sampierdarena, e S. Margherita Ligure.
Il
Ministero della Marina elargiva il solito sussidio di L. 500 e quello
dell’Interno ripristinava l’erogazione con L. 200 mercé
l’interessamento del Sottosegretario Barone Giovanni Celesia di
Vegliasco, Socio Benemerito dell’Istituzione.
Il
1917 trovava le nostre spiagge pressoché sprovviste di bagnini e Soci
Soccorritori, così come veniva decimata dei suoi Soci la Sezione Voga.
La guerra che durava da tre anni, ci privava della nostra gioventù più
bella e più forte, e rapiva al nostro affetto, 1’Ammiraglio Bettolo,
nostro Socio Onorario.
Anno
1918: La guerra finalmente vinta! La Vittoria del nostro glorioso
Esercito riempie di gioia e di orgoglio tutta la Nazione. In questo anno
1918, il Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari, d’accordo col
Direttore Generale della Marina Mercantile, con circolare N. 5382 del 23
agosto dava disposizioni a tutte le Capitanerie del Regno, affinché
facessero obbligo a tutto il personale addetto agli stabilimenti
balneari di comprovare 1’idoneità non solo nel nuoto, ma anche nella
pratica del pronto soccorso e della .respirazione artificiale da noi
insegnata con apposite norme.
Le
Capitanerie si mettevano così in corrispondenza con la “Salvamento”
per avere le opportune norme, e la “Salvamento” provvedeva tutti i
manuali per l’istruzione e l’insegnamento della respirazione
artificiale, dopo di che, dietro attestato medico di idoneità, veniva
rilasciato, da noi Diploma, gratuito, di Soccorritore di Spiaggia.
Tutto
questo apportava certamente nuove scosse al bilancio sociale, però si
fidava nell’appoggio delle Autorità e dei Ministeri stessi.
Nell’aprile
del 1919 veniva a mancare il Presidente Cav. Uff. Ing. Giovanni Luigi
Parodi, colui che dal 1876 dedicò alla Società Ligure di Salvamento,
cuore, amore, interessi (anche personali) e gran parte della sua attività.
Prima Consigliere d’Amministrazione e poi, per ben 33 anni Presidente,
veniva insignito dalla Salvamento di Medaglia d’Oro di Benemerenza,
medaglia consegnatagli durante una solenne cerimonia svoltasi
nell’Oratorio di S. Filippo, appositamente concesso dal Municipio, ed
alla quale intervennero tutte le Autorità civili e militari.
La sua
dipartita gettava nel lutto il nostro Ente. Lo rimpiansero i soci, la
cittadinanza, le autorità, il Governo e lo stesso Re Vittorio Emanuele
che inviarono alla Società e alla famiglia telegrammi di condoglianza e
di affetto.
La
Salvamento trovandosi un poco in ristrettezze, deliberava l’acquisto
di un posto nella Colombaia di Staglieno, in attesa che le sorti sociali
si risollevassero per rendere al caro Defunto più degno omaggio.
Nel
febbraio del 1920, molti Asili di Soccorso erano deteriorati e bisognosi
di riparazioni. Si faceva quindi domanda al Ministero della Marina per
avere, a prezzo di favore, del materiale residuato di guerra. Il
Ministero della Marina infatti inviava un suo Ufficiale ad informarsi
delle necessità sociali. Dopo corrispondenza
ed accordi verbali, si sono
avuti in concessione, oltre a mobili vari, casotti in legno ed
imbarcazioni: quelle stesse imbarcazioni che la seconda guerra mondiale
distruggeva poi durante i bombardamenti.
L’Assemblea
del 1920 eleggeva a nuovo Presidente dell’Istituzione il V. Presidente
Cav. Angelo Emanuele Solari, attivo ed appassionato, che tenne la carica
per ben venticinque anni, ossia fino a quando dovette ritirarsi per
motivi di salute, alla bella età di 87 anni.
Gli succedeva nella carica
l’Avv. Gr. Uff. Filippo Gramatica.
Nell’anno 1919, come già da
molti anni, i Municipi della Liguria, le Compagnie di Assicurazione, la
Banca Commerciale Italiana, le Compagnie di Navigazione e gli stessi
Ministeri, concedevano la loro elargizione perché la Società potesse
far fronte ai suoi impegni statutari, compresa l’erogazione dei
sussidi alle famiglie povere dei naufraghi; sussidi che dalla fondazione
ad ora, raggiungevano la cospicua somma di oltre 20.000 lire.
Sempre
nell’anno 1919 si iscriveva a Socio, fra gli altri, il Cap. Cav. Tazio
Pampaloni che si è sempre dimostrato attaccatissimo all’Ente ed ha
portato, con le cassette collocate a bordo dei piroscafi da lui
comandati, rilevanti introiti alla Cassa sociale.
Nell’agosto
dello stesso anno, il Consorzio Autonomo del Porto chiese alla Società
la restituzione delle due camerette, site in una palazzina alle Grazie,
concessoci nel 1901 ad uso della nostra Sezione di voga.
La
Sezione Voga è stata così gentilmente ospitata, provvisoriamente, nei
locali dello stabilimento degli Armatori Bianchi, Consoci, e dopo
accordi col Consigliere Comunale Cav. Bava, si otteneva di piazzare un
Casotto in legno a Ponte dei Mille e di adibirlo ad uso della Sezione
stessa. Le lance venivano allogate a ridosso della Calata.
Da
qualche anno il capitale sociale veniva depositato presso Ia Banca
Commerciale Italiana.
Nell’anno
1920 viene nominato Consigliere d’Amministrazione il Cav. Uff. Cesare
Croce che si dimostra subito entusiasta della Sezione Voga e si
riprometteva di dare ad essa il maggiore sviluppo possibile,
arricchendola di lance tipo. Il Consiglio decideva di affidare al Cap.
Setti Direttore della Sezione
Voga, il Cav. Uff. Cesare Croce perché collaborassero a beneficio di
detta Sezione.
Nel
1921, cinquantesimo di fondazione della SOCIETA’ LIGURE DI SALVAMENTO,
l’Assemblea straordinaria deliberava di non fare festeggiamenti, che
sarebbero stati in contrasto con le troppe vittime della guerra, ma di
elargire in maggior misura, sussidi alle famiglie povere dei naufraghi.
Per questo lanciava un appello alla benemerita classe dei marittimi
perché le venissero segnalati i nominativi di famiglie indigenti di
naufraghi del mare, sia civili che di guerra.
Lo
stesso appello veniva inviato a tutte le Compagnie di Navigazione, ai
Comandanti di piroscafi, a proprietari bagni ecc. Il risultato,
lusinghiero, fruttò al nostro Ente sovvenzioni ragguardevoli: S. M. il
Re mandò L. 500, il Duca di Genova L. 300, il Consorzio Bacini di
Napoli L. 665, la Federazione Armatori Liberi con la Associazione
Lavoratori del Mare L. 2.000, il Municipio di Recco L. 100, quello di
Savona L. 500, S.Remo L. 100, Voltri 100, Chiavari 100 e molte altre.
Le
elargizioni della Società alle famiglie povere di naufraghi furono di
L. 5.000.
Il
gettito delle cassette di bordo fu di L. 20.000 delle quali L. 9.000 per
merito del Com.te Pampaloni.
Veniva
deciso di dotare i maggiori stabilimenti balneari di cassette-oblazioni;
così, ad esempio, lo Stab. Lido d’Albaro, l’Hotel Mediterranee di
Arenzano, ecc.
Nell’anno
1922 si istituiva una Sezione Bagnini Canottieri di Salvamento, formata
di elementi idonei oltre che nel nuoto, anche nell’uso del remo, con
relativa divisa (canottiera di tela bianca e berretto a visiera con
scritta S. L. SALVAMENTO
-
Genova, per l’estate e di panno bleu
con la stessa scritta, per l’inverno.
Questi
nostri militi avrebbero dovuto intervenire, sulle nostre lance, in caso
di regate od altre manifestazioni mannare, per vigilare e assicurare il
pronto intervento in caso di incidenti durante lo svolgimento delle
stesse.
Sempre
nel 1922 veniva redatto il Regolamento della nuova Sezione di P. A.
Marinara VOLONTARI DI SALVAMENTO.
Veniva
anche approvato il Regolamento ed assegnate le cariche che erano quelle
di: Istruttore di Voga, di Nuoto e di Respirazione artificiale.
I nostri Volontari prestavano subito servizio gratuito sul “Bon
Voyage” durante le sue gite in riviera ed i gitanti si dimostrarono
entusiasti del servizio; durante le Regate Nazionali ed Internazionali
con piena soddisfazione degli organizzatori e della Società in
occasione di gare nautiche ed aviatorie.
Intanto
Ia Sezione Voga era sempre più numerosa, vi si iscrivevano studenti
nautici, impiegati di banca e un numeroso gruppo di signorine. Ogni
Sezione, anche quella femminile, aveva il suo gagliardetto in seta
ricamato in oro.
L’Assemblea
lanciava l’idea di una sede adeguata sul mare e proponeva fosse
presentato un progetto di fabbricato a tre piani che l’Ing. Pietro
Parodi, consigliere d’Amministrazione, si impegna di realizzare; ma in
seguito si rinunciava perché avrebbe implicato una spesa di circa
200.000 lire.
Nel
mese di dicembre dello stesso 1922, la compagnia di Gilberto Govi dava
una rappresentazione Pro Salvamento.
Intanto
la Sezione Volontari prendeva sempre maggiore sviluppo. Nel gennaio 1923
venivano istituite quattro sezioni di Volontari le cui rispettive sedi
si trovavano a Ponte dei Mille, a Ponte Parodi, alle Grazie ed a Passo
Nuovo. Ogni Sede era dotata di una insegna sociale in lamiera con
scritta, materiale sanitario di pronto soccorso, un lettino, registri,
elenchi, regolamento, cancelleria ecc.
Il 21
gennaio, stesso anno, i Volontari in servizio di mare, operavano il
salvataggio dell’equipaggio di un idrovolante caduto in mare durante
un’esercitazione aerea.
Il 27
marzo 1923 veniva inaugurato a Ponte dei Mille il Primo Pontone
galleggiante con mezzi e materiale per le prime cure, allestito dalla
Società e affidato ai Volontari.
Nello
stesso giorno, al Politeama Genovese, veniva inaugurata, con la consueta
solennità, la seconda Bandiera Sociale (in seta e oro) gentilmente
donata dall’industriale G. Pallavidini di Milano. Il Comm. Pallavidini
veniva nominato Socio Onorario e alla sua figliuola, Madrina di
Bandiera, veniva offerta una Medaglia d’Oro, ricordo. Nello stesso
tempo venivano premiati i Militi Volontari che si erano distinti ed i
vincitori della prima Gara di beneficenza balnearia assieme ai
Benemeriti.
Nello
stesso mese di marzo, i Direttore dell’Ospedale Militare della
Chiappella in Genova, offriva tre lettighe da sistemare a bordo del
primo Pontone galleggiante di Ponte dei Mille.
La
simpatia per la “Salvamento” era vastissima. Si iscrivevano come
Soci le principali autorità e personalità cittadine.
I Soci
Volontari erano ormai più di 500, i Canottieri 150; più di 40 i
Canottieri Studenti Nautici ed una trentina quelli della Sezione
femminile canottiere.
L’industriale
Pallavidini metteva a disposizione della Salvamento una Gran Coppa
d’argento da mettere in palio per la Gara di Beneficenza Pro
Salvamento.
Sempre
nel 1923 i militi volontari prestavano lodevole servizio durante la
memorabile Giornata Eucaristica in Porto, sparsi in numero di 200 su
tutte le imbarcazioni formanti il corteo e fin sul Bucintoro che
ospitava i Principi della Chiesa. Tutti ammirati i nostri Militi, per le
premure, il contegno e la competenza. Il Presidente del Consorzio in
segno di plauso
conferiva alla
Sezione Volontari la Medaglia d’Oro di S. Giorgio.
Nel
1924, attività della Sezione Volontari, della Sezione Voga e degli
Asili di Soccorso che funzionavano regolarmente e che erano stati
riforniti di materiale sanitario.
Veniva
eletto Socio a vita il Comandante Pampaloni per l’incremento
finanziario dato con le oblazioni.
Le
cassette di bordo erano state proibite.
La
concessione arenile aveva fruttato finora L. 500 al mese. Sempre
nell’anno 1925, si studiava il modo di applicare la centesimale sulle
entrate agli stabilimenti balneari. Di questo si incaricava il Socio
Onorario Gr. Uff. Giulio Ingianni, ma il Ministero scartava la proposta,
osservando che ormai le entrate agli stabilimenti bagni venivano
riscosse per abbonamento. Si riprometteva però di studiare il modo di
dare un altro contributo alla “Salvamento”.
I soci
volontari della Sezione Foce operavano il salvataggio del piroscafo
“Maria Matilde”,
andato
a finire contro gli scogli, al largo della Foce del Bisagno, durante una
terribile mareggiata.
Nel
1926 venivano proclamati Soci Onorari S. E. Umberto Cagni, il Generale
Luigi Gonzaga e S. E. Benito Mussolini oltre al Gr. Uff. Prof..
Francesco Marena, Direttore Marittimo di Genova.
Nel
luglio 1926 S. E. Giovanni Celesia di Vegliasco, Socio Onorario e amico
della “Salvamento” informa di aver ricevuto l’incarico
dall’Ammiraglio Costanzo Ciano di studiare la questione sociale: a
tale scopo, Ciano, desiderava avere tutti i dati necessari allo scopo.
Nell’anno
1926 il Sindacato Marittimo Italiano inviava alla Presidenza della
“Salvamento” la somma di L. 10.000 delle quali 5.000 per la Società
e L. 5.000 da dividersi fra i militi che più
si segnalarono durante il salvataggio drammatico del “Maria
Matilde”,
per
i quali tutti ebbero parole di elogio.
La
Presidenza decideva di devolvere fra gli Asili di soccorso la somma
avuta in dono dal Sindacato ed agli stessi provvedeva i cartelli
illustrati sulla respirazione artificiale e prime cure, da affiggere
bene in vista.
Nello
stesso anno, la Presidenza decideva la costruzione, alla Foce, di una
Sede in muratura per la Sezione che importava una spesa di L. 12.500.
Veniva
deliberato di comprare un motore per una imbarcazione di salvataggio.
Il 23
giugno, veniva effettuata la solenne premiazione (XI°) dei Salvatori,
presente S.A.R. il Principe di Udine in rappresentanza ufficiale di S.
M. il Re, e di tutte le Autorità cittadine, militari e rappresentanze
dei vari Ministeri. E’ stata una cosa meravigliosa, mai vista; il
Teatro Carlo Felice, artisticamente addobbato, era gremito
all’inverosimile. Funzionava la banda dell’89° Fanteria, oltre
quella di S. Zita e dei Tranvieri. E’ stata una scena commovente e
trionfale. Venivano distribuite 8 medaglie d’Oro, 47 d’argento, 68
di bronzo e molte menzioni onorevoli.
Tutta
Genova ammirava e plaudiva alla “Salvamento”.
Nel
1927 si otteneva dalla R. Finanza un motoscafo, radiato dai quadri, a
prezzo convenientissimo che veniva dotato di motore nuovo e materiale
sanitario e affidato alla Sezione “Centrale” Volontari Salvamento,
col nome di “Celesta”,
in omaggio al Socio Onorario Senatore
Giovanni Celesia di Vegliasco.
Altro
piccolo motoscafo era fatto costruire dalla “Salvamento”.
Sempre
nel 1927 affondava il piroscafo “Principessa Mafalda”,
portando seco, nei gorghi, il
Comandante Simone Gulì, nostro Socio Benemerito, vero eroe che volle
inabissarsi colla sua nave, come pure il Capo Macchinista Scarabicchi ed
il giovinetto Montaiuti, nostri Soci effettivi.
Veniva
lanciata in mare dalla “Salvamento”,
dopo una funzione propiziatrice,
nella Chiesa di S. Giovanni di Pre, una corona di alloro, in omaggio ai
Morti del Mare. La corona era recata fuori Porto sopra un motoscafo
seguito da un vero corteo di motoscafi ed imbarcazioni gremiti di popolo
commosso e di Autorità, al fischio delle sirene ed al suono della
Campana del Mare dall’alto del Santuario di S. Francesco da Paola.
Anche
qui, come sempre, prestavano servizio i Militi Volontari.
Veniva
acquistato dalla Ditta “Votero” un altro motore fuoribordo e fatte
riparare tre lance da salvataggio e da scuola Voga e arredata e messa in
efficienza la nuova Sede in muratura della Sezione Foce, al Corso
Italia. Questa Sezione contava già molti Soci, come molti soci
contavano pure le Sezioni Centrale e Sampierdarena.
Queste
ultime due prestavano servizio di vigilanza in Porto e negli specchi
acquei della Liguria durante Gare sportive, Regate Nazionali e
Internazionali, ovunque lodati e apprezzati. A migliaia si contano i
casi di intervento.
Dall’anno
1926 la “Salvamento” ha rifornito gratuitamente di materiale
sanitario e da salvataggio, ben 60 stabilimenti balneari e 55 Asili di
Soccorso.
Il nostro Consigliere Dott. Adriano Muggia, sotto gli auspici
dell’illustre Prof. Nicola Pende, ha istituito un corso biennale
gratuito per l’abilitazione ad Infermieri del mare dei nostri
Volontari. A questo corso il Dott. Muggia ha dedicato una serie di
lezioni inaugurate solennemente alla presenza di S. E. il Barone Celesia
di Vegliasco e delle maggiori Autorità marittime.
Il Dott. Muggia ha pure compilato un nuovo manuale sulla
Respirazione artificiale che è stato stampato in migliaia di copie, che
sono state distribuite gratuitamente. Inoltre ha ideato la barella
“Respira” per asfittici ed ha fatto dono di un piccolo modello della
stessa alla Salvamento.
L’Assemblea
Generale dei Soci dell’aprile 1929, in convocazione straordinaria,
rifacendosi alla disposizione ministeriale del 1924 con la quale veniva
data facoltà alla “Salvamento” di preparare ed abilitare i bagnini
di tutta Italia, pensava che fosse giunto il momento di inviare una
commissione a Roma per sollecitare dal Ministero un’altra circolare
che facesse obbligo a tutti gli aspiranti Bagnini di sottoporsi agli
esami indetti dalla Salvamento, da sostenersi presso le varie
Capitanerie del litorale.
L’idea
era geniale. Il Direttore Generale della Marina Mercantile Gr. Uff.
Giulio Ingianni, prometteva tutto il suo appoggio ed il Comm. Selitti,
Capo Divisione del Demanio, otteneva che il Ministero, con altra
circolare, rendesse obbligatorio l’esame di abilitazione
all’esercizio di bagnino e di ciò desse, con apposita circolare,
ordine alle Capitanerie di Porto.
Il
Comm. Sellitti esprimeva poi il desiderio del Governo Nazionale di
estendere a tutte le coste italiane il salvataggio d’alto mare. A
questo punto la Presidenza della “Salvamento” pensava giunto il
momento di attuare il piano sociale di trasformare in Nazionale la
Società Ligure di Salvamento, con Sede Centrale sempre Genova.
II
Comm. Sellitti approvava il progetto e prometteva che avrebbe, anzi,
facilitato il nostro compito. Suggeriva di modificare in tal senso lo
statuto sociale.
Ormai
la bianca ancorata Bandiera poteva sventolare su tutte le coste
d’Italia, delle Colonie, sui fiumi e sui laghi.
Nell’anno
1930, veniva approvato il nuovo Statuto da parte dell’Assemblea.
Nel
1931 la “Salvamento” festeggiava il suo sessantesimo
compleanno. Per onorare questa data l’Assemblea Generale dei Soci
deliberava di aprire una pubblica sottoscrizione per dotare il porto di
Genova di una nave da salvataggio d’alto mare. L’Ing. Ghirardi,
Consigliere, apriva la sottoscrizione con L. 5.000 e si riprometteva di
esporre la cosa alle Compagnie di Navigazione (che però non
corrisposero).
Nell’anno
1932, la “Salvamento”, oltre ad abilitare i bagnini di tutta Italia,
aveva pure la concessione dal Ministero di rilasciare i Brevetti di
Nuoto e Voga ai marittimi i quali, senza tale Brevetto non avrebbero più
potuto imbarcare. Il Brevetto veniva rilasciato previa prova di mare in
estate, e dietro documentazione d’inverno.
Sempre
nel 1932 la Presidenza inviava a Roma il Consigliere Avv. Beauregard per
fissare la data della Premiazione dei Salvatori e chiedere
l’intervento della R. Casa e del Governo, alla cerimonia, facendo
notare che avrebbe presenziato alla premiazione il Senatore Guglielmo
Marconi al quale la Società offriva la Medaglia d’Oro quale “Primo
Salvatore dell’umanità”.
Il
Senatore Marconi, infatti, aveva gradito molto 1’omaggio, unico
riconoscimento alle sue meravigliose invenzioni. Nello stesso tempo il
Consigliere Beauregard presentava al Ministero della Marina il nuovo
Statuto sociale con i ritocchi suggeriti dal Governo che riteneva
opportuno dare alla Società l’impronta di Ente Parastatale come la
Croce Rossa Italiana.
Lo
Statuto infatti diceva nel suo 1°
articolo: “…….l’attività
della Società è sotto la diretta vigilanza dell’Amministrazione
della Marina Mercantile per il lato tecnico e del Ministero
dell’Interno per quello amministrativo e contabile. La Società è
amministrata da un Presidente designato dal Ministero della Marina
Mercantile, ecc.”.
Nel
giugno del 1932 veniva effettuata la solenne XII° Premiazione,
presente il Barone Cao di S. Marco, delegato dal Governo, le Autorità
civili e militari, in un teatro gremito di folla acclamante a Marconi ed
a tutti i salvatori.
Intanto
le Sezioni Foce, Sampierdarena e sopratutto quella di Genova-Centro,
erano fiorentissime e prestavano la loro opera di salvaguardia. Quella
Centrale, sistemata a Calata Grazie in una sede appositamente acquistata
ed arredata, prestava lodevole servizio in Porto, durante Gare e
manifestazioni marinare ed inoltre insegnava a mezzo di sue apposite
lance, la voga ai marinaretti dell’Opera Nazionale Balilla che
facevano esercitazioni guidati dai nostri bravi militi. Gli stessi
militi volontari sorvegliavano lo specchio acqueo durante le prove di
idoneità per aspiranti bagnini e facevano parte della commissione
esaminatrice per il rilascio dei brevetti di nuoto e voga ai Marittimi.
Sono
stati abilitati a tutto il 1932, 3255 bagnini in tutta Italia, dei quali
767 nel precedente anno. I brevetti dei bagnini hanno validità
quadriennale. Alla scadenza del quadriennio ogni bagnino deve ripetere
le prove di indagine fisica e di respirazione artificiale.
La
Salvamento aveva, intanto, impiantato sue Sezioni su tutto il litorale e
precisamente ad Anzio, Arma di Taggia, Alassio, Brindisi,
Bari, Chiavari, Cavi di Lavagna, Cesenatico, Gaeta, Pietra Lig., Pesaro,
Rimini, Savona, Taranto, Trieste, Zara ecc. Tutte queste Sezioni
facevano capo alla Società e ad ogni fine d’anno mandavano ad essa il
loro rendiconto. Certo rappresentavano una spesa in fatto di forniture
di materiale sanitario, bandiere sociali bianca e rossa di divieto
bagno, cartelloni, opuscoli, carta intestata, buste, norme, bollettari,
elenchi, corrispondenza ecc., però l’Istituzione acquistava sempre
maggior prestigio.
Nel
1933 la “Salvamento” apriva un suo padiglione nel “Villaggio
Balneare” allestito alla Foce dal “Giugno Genovese”: ivi esponeva
il suo materiale da salvataggio, la Barella “Respira” del Dott.
Muggia e, in detto padiglione, prestavano servizio ininterrotto i militi
della Sezione Foce che si erano prodigati nella vigilanza e nei soccorsi
durante le manifestazioni marinare, meritando plauso, lodi ed un Diploma
di Benemerenza.
Sempre
nell’anno 1933, la “Salvamento”, per incoraggiare la Gara di
Beneficenza Balnearia, ideava delle barchette a spilla da offrire, in
cambio dell’obolo volontario, ai proprietari di stabilimenti bagni,
alle Capitanerie di Porto e alle Delegazioni di spiaggia.
Il
sussidio del Ministero delle Comunicazioni era di L. 1500 e quello del
Comune di Genova di L. 960.
In
quest’anno veniva deciso che la Premiazione dei Salvatori residenti
fuori Genova venisse effettuata dalle nostre Sezioni locali, sempre con
pubblica solennità, durante ricorrenze patriottiche o locali.
Negli
anni 1934-35-36, la “Salvamento” continuava la sua opera di
vigilanza a mezzo delle sue Sezioni e otteneva che il Governo, dopo
l’apoteosi dell’Impero, rivolgesse anche a lei la sua attenzione e
decidesse di assecondarla nelle sue giuste aspirazioni che erano quelle
del salvataggio d’alto mare.
Nel
1937-38, proseguiva l’attività delle Sezioni e gli esami a bagnino
attuati scrupolosamente d’intesa con le Capitanerie di Porto.
Sempre
però si lamentava che l’opera del salvataggio andasse a rilento,
mancando l’appoggio delle Autorità governative.
Funzionava
però la vigilanza costiera da parte dei Volontari di tutte le nostre
Sezioni.
Gli
anni 1940 e 41 trovano la nostra Patria nuovamente in guerra:
Consiglieri e Soci sono chiamati alle armi e, se pure la Salvamento
restava al suo posto, presente nella sua Sede Centrale e nelle sue
Sezioni, non si poteva parlare di Opera del Salvataggio fino a pace
avvenuta.
Nel
1942, il violento bombardamento navale del 9 febbraio su Genova, recava
gravi danni al materiale galleggiante ormeggiato presso la Sezione
Grazie. Per ripararlo si sono dovute sostenere spese rilevanti.
Intanto
la Sede della Sezione Foce era stata requisita prima dal Comando Marina,
poi dal Comando Militare per cui non ha potuto più esplicare nessuna
attività.
E’
stata abbastanza redditizia la Gara di Beneficenza Balnearia a mezzo
distintivi dorati.
Negli
anni 1943-44, l’attività sociale era limitata agli esami a bagnino,
alla beneficenza balnearia e poco più.
Il
1945 nasceva ancora in piena guerra. Erano andate distrutte dai
bombardamenti le Sezioni di Recco, Sestri Levante, Chiavari, Arma di
Taggia, Alassio, mentre non si avevano notizie di tante altre Sezioni
litoranee, parte distrutte e parte senza collegamento con la Sede
Centrale.
Il 25
aprile del 1945 segnava, finalmente, il termine dell’immane guerra che
aveva falciato tante vite e lasciata tanta rovina.
Il
nostro Consiglio d’Amministrazione aveva dato alla Patria il suo
tributo come pure la massa dei Soci, dei Volontari, dei Benemeriti. La
Salvamento però era ancora in piedi, fiera del suo Statuto e del suo
passato.
Faceva
subito appello ai Soci rimasti, ai Benefattori, alle Autorità ed alla
cittadinanza tutta, per essere ancora sorretta ed incoraggiata.
Bisognava
dire però che, se tante sezioni erano andate distrutte, altre se ne
erano costituite come Palermo con 300 soci, Ortona, Porto Empedocle,
Crotone, Terracina, così come è stata ripresa la Commemorazione dei
Morti del Mare, centuplicati a causa dell’immane guerra, col lancio
della simbolica Corona nelle acque dell’avanporto con suggestiva e
simpatica cerimonia che iniziava in Chiesa con la benedizione della
Corona stessa, indi in mare, accompagnata da un vero corteo di
imbarcazioni, rimorchiatori ecc., tutti pavesati a festa, con a bordo le
Autorità cittadine ed ecclesiastiche, come testimoniano le fotografie
scattate volta a volta.
L’Assemblea
decide di portare la quota di Socio a Vita da L. 300 a L. 500 e di
ritoccare lo Statuto e il Regolamento per togliere da essi qualsiasi
impronta politica imposta dal regime e di rinnovare, per lo stesso
motivo, Diplomi sociali e stampati.
Nell’anno
1946 il Ministero della Marina erogava al nostro Ente L. 8.000, altri
contributi venivano dal Municipio di Genova, per merito del Sindaco, da
quello di S. Remo, Alassio, Chiavari, Roma, Albisola, Bordighera, Cavi
di Lavagna, Palermo ecc.; nonché dai consoci Armatori Giorgio Parodi,
Zanchi, Giacomo Costa, Gavarrone, Associazione Armatori del Tirreno, dai
Silos di Genova, dal Registro Navale Italiano, dalla Soc. Ilva, da
quella dei Petroli ecc. tutti amici della Salvamento la quale doveva
pazientemente, tenacemente, ricominciare a ricostruire Sezioni,
Delegazioni, materiale galleggiante ecc.
Le
prime Sezioni costituite dopo la guerra sono quelle di Brucoli, Bagnara,
Cesenatico, Gela, Lipari, Levanto, Cetara, Carloforte. Mentre sono
andate perdute quelle di Zara, Pola e Fiume.
Le
altre nostre Sezioni hanno ricominciato a funzionare grazie anche
all’interessamento dei Comandi di Porto da noi interessati. Le stesse
Capitanerie hanno accettato di coadiuvarci e di dare impulso alla nostra
Gara di Beneficenza Balnearia, esitando i distintivi dorati forniti loro
dalla Società. Sentivano, insomma, che bisognava aiutare la Salvamento
perché potesse un giorno affiancarsi alle altre Società di salvataggio
estere, dando cosi prestigio all’Italia.
Nel
1957 infatti le Capitanerie esitavano circa 12.000 distintivi per un
importo di 240.000 lire. Queste Capitanerie sono le stesse che
presiedono le nostre Commissioni d’esame agli aspiranti bagnini, come
da mandato affidato loro fin dal 1928.
Grazie
alla vigilanza dei bagnini e dei Militi Volontari, i casi di morte in
mare, per annegamento, sono quasi completamente scomparsi. La
“Salvamento” si è pure disimpegnata lodevolmente
nell’abilitazione al nuoto e alla voga, dei marittimi ed ha curato la
nuova Sezione sportiva marinara formata di baldi giovani che attendono
ansiosi i mezzi per addestrarsi negli sport marinari. Attendono cioè
lance e remi per la voga. La “Salvamento” ha fatto pratiche per ottenere di sostituire quelle andate distrutte dai
bombardamenti, ma finora invano, ed i mezzi sociali non consentono di
acquistarne delle nuove.
Nell’anno
1948, la “Salvamento” a mezzo del suo V. Presidente Avv. Filippo Gramatica, cercava di riallacciare i rapporti con le Consorelle delle
altre nazioni e proponeva una Confederazione Internazionale delle Società
di Salvataggio: un’organizzazione moderna adeguata ai tempi.
Quanto
all’indennizzo del Governo per le Sezioni sociali andate distrutte,
nulla di fatto, dato l’ordine ministeriale di dare la precedenza ai
sinistrati privati.
Dal
1946 la “Salvamento” ha ripreso la Commemorazione dei Morti del Mare
e quest’anno la cerimonia ha acquistato solennità per l’intervento
del Capo dello Stato in visita a Genova.
Sempre
nel 1948 la “Salvamento” è stata riconosciuta da tutte le
Associazioni di Pubblica Assistenza, unica Società Italiana di
Salvataggio e quindi designata a far parte del nuovo Comitato di
collegamento fra la Federazione di terra e quella di mare.
L’Istituzione
da quest’anno, annovera fra i suoi Soci i più bei nomi cittadini come
le Medaglie d’Oro al valor Militare Comandante Cesare Rosasco, e
Comandante Attilio Viglieri oltre all’emerito Giurista Giorgio
Berlingieri, al Dott. Bruno Minoletti, al Prof. Mario Scerni, al
Marchese Stefano Pallavicini, alla Contessa De Caviero e tanti, tanti
altri.
E’
stato sollecitato subito, infatti, il Prof. Bruno Minoletti, per la
concessione arenile alla Foce onde ricostruire la sede della Sezione. Da
notare che la Sezione continua la sua attività ospitata in un
Bar-latteria ed è numerosa di soci. La Società faceva intanto pratiche
per ottenere l’accesso al porto della Sezione Centrale, perché
potesse restare in servizio di vigilanza, essendo ora ospitata in un
recapito di fortuna.
Si
continuava a sollecitare l’indennità danni di guerra presso
l’Intendenza di Finanza: di questo si occupava lodevolmente il Prof.
Giuseppe Lama, coadiuvato dal Rag. Giacomo Beltrandi.
Sono
state ricostituite le Sezioni di Albenga, S. Remo, Bordighera, La
Spezia, che sono ormai fiorenti come pure quelle delle Grazie, e di
Sampierdarena che vantavano un fondo finanziario di oltre L. 100.000
seguite da quelle di Napoli, Palermo,
Pescara, Rimini, S. Margherita Lig., Taranto, Lido Roma, ecc.
Nel
1949 si otteneva la concessione consortile per la ricostruzione delle
Sezioni Centrale, Foce e Sampierdarena, ma la cosa non era facile per
mancanza di fondi.
La
Sezione di Sampierdarena nel 1944 aveva stabilito provvisoriamente la
sua sede in uno sgabuzzino, quando un suo Socio, avendo bisogno di un
locale ad uso garage, si offriva di ricostruire la sede con mezzi
propri, chiedendo in compenso di poterne usare per cinque anni, dopo di
che la costruzione sarebbe passata di proprietà della “Salvamento”
ad uso della Sezione.
La
concessione veniva fatta a suo tempo e lo scorso anno 1948, scaduti i
cinque anni, è avvenuto il passaggio dopo qualche divergenza che ci ha
costretti ad agire secondo necessità, dando mandato al Prof. Loglio
Guido, antico Socio della Salvamento, il quale riusciva a sistemare le
cose in modo che la Sezione aiutata finanziariamente dalla Centrale,
funzionava regolarmente, in tutta efficienza, assolvendo ai servizi di
mare e di spiaggia.
Sempre
nel 1949 si intensificava su tutto il litorale la nostra propaganda
sulla respirazione artificiale e prime cure a mezzo di opuscoli e si
procedeva all’addestramento nel nuoto e nella voga a mezzo di nostri
Istruttori, quelli stessi Istruttori che preparavano mediante corsi
gratuiti, gli aspiranti bagnini.
Il
merito di questa attività va sopratutto al Prof. Larna, Ispettore
generale delle Sezioni ed al Prof. Luigi Ferraro.
Con i
proventi degli esami, delle “ancorette” e delle oblazioni in genere,
si poteva procedere alla premiazione dei salvatori d’oltre Liguria,
tramite le Autorità locali, dato che la solita Premiazione, vanto
sociale e di Genova, non era ancora possibile effettuare a causa della
pace sempre agitata ed incerta per cui le Autorità governative non
ritenevano opportuna. Però è già tutto pronto: medaglie, diplomi,
libro dei premiati e inviti.
Durante
l’Assemblea del 1950 il Cav. Uff. Angelo Emanuele Solari, rassegnava
le dimissioni da Presidente della “Salvamento”,
carica che copriva
degnamente, con amore e passione, da ben 33 anni. L’Assemblea, tenuto
conto dell’età avanzata e della salute malferma del Presidente,
accettava le dimissioni, nominandolo Presidente Benemerito.
Gli
succedeva nella carica l’Avv. Filippo Gramatica, già V. Presidente, e
passava V. Presidente il Prof. Giuseppe Lama che per la sua attività
l’Assemblea proclamava Socio Benemerito.
La
stessa Assemblea plaudeva unanime all’opera svolta per oltre 60 anni
dal solerte Cav. Sebastiano Parodi, Segretario d’Ufficio, e lo
proclamava V. Segretario di Consiglio.
Il
Prof. Lama prospettava la necessità di un battello insommergibile
d’alto mare che verrebbe affidato, ed accettato di buon grado, al
Consigliere M.O.V.M. Cesare Rosasco, Comandante la Compagnia Piloti del
Porto di Genova, il quale avrebbe pensato inoltre a custodirlo e
renderlo funzionante a mezzo del personale della stessa Compagnia.
Il
Prof. Comm. Bruno Minoletti, Consigliere, rappresentava la
“Salvamento” al Congresso delle Società di Salvataggio tenutosi ad
Ostenda.
Nell’anno
1951, l’Assemblea, richiamandosi al progetto esposto alla Assemblea
del 1950, nominava una Commissione col compito di studiare la complessa
questione del salvataggio d’alto mare, cosi da poter affiancare la
“Salvamento” alle Consorelle internazionali, tenendo conto delle
possibilità sociali e cercando il modo di apportare nuovi cespiti per
arrivare allo scopo.
Intanto
il Cantiere “Ansaldo”
di Ge-Sestri concedeva come sede della
nostra locale Sezione, un vasto locale a mare di sua proprietà. Ivi la
Sezione poteva continuare i suoi servizi di sorveglianza e di pronto
soccorso.
Si
sono svolti anche quest’anno gli esami a bagnino con 1’applicazione
della nuova quota di iscrizione elevata da L. 1200 a L. 1500, delle
quali L. 800 vanno alla Commissione esaminatrice e L. 700 alla Società
per coprire le spese di organizzazione, corrispondenza con tutte le
Capitanerie, Diplomi ecc.
La
Gara di Beneficenza balnearia a mezzo distintivi dorati, ha dato anche
quest’anno il suo gettito, invero un pò misero in confronto al lavoro
che richiede ed alle spese, ma comunque sempre di utilità sociale.
Sono
state assegnate le Coppe-premio per le Gare marinare di Roma ed Ancona,
mentre le nostre Sezioni di Sestri e Foce, hanno prestato lodevole
servizio durante la Gara del Cimento Invernale al Lido d’Albaro e
durante quelle di Bogliasco. Hanno inoltre preso parte alle
“Colombiadi” sia in Porto che in Corteo.
In
occasione dell’alluvione del Polesine, la “Salvamento” allestì le
squadre di Sampierdarena e Ge-Sestri che hanno così partecipato a
spedizioni di soccorso, mentre la Sede Centrale è intervenuta con N°
16 cassette di Pronto soccorso, complete, tramite il Comitato di
Prefettura; le altre Sezioni hanno preso parte alla Gara di solidarietà
inviando somme varie alla “Salvamento”,
destinate poi ai colpiti.
Nell’anno
1952 il Ministero ha inviato un’elargizione di L. 30.000.
L’Assemblea
del 1952 eleggeva a Presidente della “Salvamento” il Prof. Comm.
Bruno Minoletti e proclamava il Presidente uscente, Avv. Filippo
Gramatica, Socio Onorario.
Il
Prof. Minoletti però faceva osservare che date le sue molteplici
attività, non poteva accettare l’incarico, per cui, in seduta di
Assemblea straordinaria, veniva eletto Presidente il consigliere Com.te
Luigi Martini M.O.V.M., il quale accettava di buon grado.
Sempre
nel 1952, la “Salvamento” lanciava un appello alla classe armatoriale, dell’industria e del commercio allo scopo di trarne i
fondi necessari alla costruzione del battello di salvataggio d’alto
mare.
Rispondeva
subito all’appello l’Ente Regione della Sardegna che si diceva
pronto a trattare con la “Salvamento” per trovare il modo di
garantire la sicurezza delle coste sarde.
Si
faceva intanto strada la necessità di aggiornare lo Statuto ed il
Regolamenta sociale ed a tal uopo
si nominava una commissione per lo studio di tale problema e, per
facilitarlo, si stabiliva l’emanazione di periodiche disposizioni
provvisorie del Presidente, miranti a regolare i servizi e 1’attività
della “Salvamento”, d’accordo col V. Presidente ed approvate volta
a volta dal Consiglio il quale a sua volta doveva passarle al vaglio
dell’apposita Commissione perché le presentasse poi all’Assemblea.
Si
sono avuti inoltre approcci con gli organi competenti per la messa in
atto di una catena di Stazioni di Salvataggio per naufraghi e
pericolanti in mare da sistemare nei punti più pericolosi delle nostre
coste.
Il
Ministero della Marina Mercantile ci aveva assicurato il suo appoggio.
Si sono così avviate trattative per una prima stazione di salvataggio
sulla Costa occidentale della Sardegna.
Intanto
veniva inaugurata la nuova sede della Sezione di Sestri, attrezzata ed
ubicata ottimamente per prestare servizio sulle spiagge locali ed
intervenire in caso di naufragio o annegamento nella zona esterna del
Porto e nel futuro Aeroporto. La Sezione è dotata di barca a motore.
E’
stato pure deciso di sostituire 1’attuale assicurazione dei militi,
riservata finora a quelli di Genova, con una copertura più aggiornata
da applicarsi a tutti i militi e funzionari della “Salvamento” in
servizio presso la Sede Centrale, le Stazioni di Salvataggio,
Delegazioni e Posti di pronto soccorso di tutta Italia. Al tempo stesso
è stata disciplinata l’accettazione dei soci e dei Volontari,
avvenuta sempre senza alcun controllo atto a prevenire infiltrazioni di
elemento indesiderabile: il rilascio delle relative tessere è stato
riservato unicamente alla Presidenza della Società su parere di
apposita Commissione.
E’
stato disciplinato l’andamento delle Sezioni, l’ordine delle quali e
l’obbedienza all’autorità superiore erano state troppo scosse dalla
guerra che aveva lasciato sete di libertà e di autonomia.
Abbisognavano
di severo controllo perché fosse rispettato il vecchio ma sempre valido
Statuto sociale ed il Regolamento interno. La cosa sollevò reazioni e
richiese severi provvedimenti come l’esonero dalla carica del
Direttore di S. Remo e di Arma di Taggia e lo scioglimento delle Sezioni
di Genova-Grazie Foce e Sampierdarena avvenuto il 5 novembre 1952 in
seguito al rifiuto collettivo di obbedire agli ordini ricevuti dalla
Sede Centrale, sopratutto per istigazione della Sezione di Sampierdarena.
Di questo più grave provvedimento vennero informate le Autorità.
Veniva
disposto pertanto la creazione di una Sezione Unica da sistemare alla
Foce in vicinanza del Villaggio dei Pescatori, alla quale avrebbero
potuto iscriversi i soci delle tre Sezioni sciolte previa domanda alla
Sede Centrale che avrebbe rilasciato il nulla-osta solo se elemento
incensurato.
Durante
l’anno 1953 il Comandante Martini aveva ben avviata la organizzazione
del salvataggio sulle coste sarde, senonché ad un certo punto, la
Giunta Regionale dell’Isola cambiava opinione e la pratica veniva
sospesa.
Si
nutrivano invece buone speranze per le decisioni dei competenti
Dicasteri dove la causa del salvataggio veniva caldeggiata dal Prof.
Comm. Bruno Minoletti, V. Presidente del Consiglio Superiore della
Marina Mercantile, il quale sperava di poter usufruire della Legge
Saragat a proposito di imbarcazioni di salvataggio. Su questo argomento
esiste già un carteggio sociale a Roma.
Intanto
Ia Commissione addetta alla modifica del Regolamento Interno, lavorava
con impegno. Di essa facevano parte i Consiglieri Avv. Piccinino, il
Rag. Giacomo Beltrandi Economo sociale ed il Dott. Giorgio Cassiani
Ingoni Ispettore Generale Sanitario.
L’Assemblea
del 1954 trovava la “Salvamento” senza Presidente, dato che
l’ottimo Comandante Martini, a causa delle divergenze sorte in
Consiglio per lo scioglimento delle Sezioni locali, aveva rassegnato le
dimissioni.
E’
cosa veramente spiacevole, dato che il Comandante Martini aveva preso a
cuore le sorti della “Salvamento” e si riprometteva di farla
rifiorire e prosperare dopo le mutilazioni della guerra. Egli aveva un
programma concreto, voleva risollevare l’annosa questione del
salvataggio e ne aveva interessato la Stampa, il Governo egli Enti
pubblici.
Se
n’è andato deluso e la “Salvamento” ne soffre le conseguenze.
L’Assemblea
straordinaria del 25 luglio 1954 eleggeva a Presidente l’Ammiraglio
Mario Bonetti, proposto e sostenuto dal Com.te Comm. Tazio Pampaloni.
Quanto
alla tre Sezioni di Genova che hanno motivato le dimissioni del
Presidente Martini, non sono state riunite nella “Sezione Unica”
come sembrava dovesse avvenire, ma, dopo laboriose trattative portate a
termine dall’Avv. Piccinino, è stata decisa la costituzione della
“Sezione Porto”.
La
Sezione di Ge-Sestri che aveva inaugurato nel 1953 la sua Sede di Via
Cibrario, funzionava ottimamente e stava allestendo un battello
insommergibile, a motore interno, che consentiva di affrontare il mare
con sicurezza e velocità.
Le
altre Sezioni costiere che non avevano una sede propria, hanno avuto una
attività relativa, pure assolvendo con impegno in una con i Comandi di
Porto locali, al compito degli esami a bagnino dalla “Salvamento”
banditi e portati annualmente a termine dopo un faticoso carteggio ed
una minuziosa organizzazione che, al pari della beneficenza balneare a
mezzo di distintivi dorati, costa lavoro e fatica.
Si
pensava intanto alle modifiche al regolamento interno della Società per
poter, al più presto, concretare la riforma del Regolamento stesso e
nello stesso tempo si cercava di arrivare allo auspicato accordo tra
Società Nazionale di Salvamento e F.I.N. in modo da delimitare i
rispettivi compiti, ossia: il salvataggio alla “Salvamento” e lo
sport marinaro alla F.I.N., per poter arrivare così ad una leale
collaborazione.
Il
Consiglio d’Amministrazione era d’avviso che la “Salvamento”
dovesse collaborare con le consorelle Società di Salvataggio estere e
indire una conferenza intesa ad ottenere alle stesse il riconoscimento,
le prerogative, ed i privilegi della Croce Rossa Internazionale.
Il 30
ottobre 1954 decedeva in Genova il Cav. Sebastiano Parodi, segretario
d’ufficio da oltre 65 anni e V. Segretario di Consiglio dal 1950.
Il
Cav. Parodi ha dedicato alla “Salvamento”,
sempre, la sua opera attiva,
fattiva, indefessa, appassionata e disinteressata, mirando solo al bene
dell’Ente che amava come una sua creatura, come un’eredità
impegnativa lasciatagli dallo Zio Ing. Comm. Giovanni Luigi Parodi,
fondatore e primo Presidente della “Salvamento”.
A Lui
si deve la beneficenza balnearia, le “ancorette” di beneficenza, il
gettito delle cassette-oblazioni che Lui perorava a bordo dei piroscafi
e sulla stampa, gli esami a bagnino, l’organizzazione delle solenni
Premiazioni, la Corona ai Morti del Mare del 4 novembre, ecc.
Se
n’è andato per un incidente, a 87 anni, ancora pieno di vita e di
speranze.
La
“Salvamento” intervenuta ai funerali con una corona. Ed una
inserzione-necrologio sul “Secolo XIX”. Il posto di Segretario
d’ufficio è stato affidato al Dott. Mario Boero, ottimo elemento,
impiegato presso la “Salvamento” da circa un decennio, ossia da
quando aveva soli 17 anni.
Nell’anno
1955 la “Salvamento” curava sempre le modifiche allo Statuto. Le sue
Sezioni funzionavano bene ed anzi, quella di Ge-Sestri stava per varare
la prima imbarcazione di salvataggio, mentre quella di Sampierdarena,
appianati i dissidi, aveva ripreso funzionare regolarmente, dimostrando
piena ubbidienza alla Sede Centrale.
Nel
1956 l’Ammiraglio Mario Bonetti rassegnava le dimissioni da
Presidente, per gravissimi motivi di salute e familiari.
La
“Salvamento” deve a lui il maggior prestigio presso le Autorità nel
dopoguerra, l’aumento delle sovvenzioni del Ministero della Marina
Mercantile, la costituzione di nuovi gruppi di Volontari in
collaborazione con l’A.N.M.I. di cui era pure Presidente, i corsi
tenuti in Sede sociale per i giovani Esploratori, sulla respirazione
artificiale impartiti dagli esperti Dott. Giorgio Cassiani Ingoni,
Duilio Marcante e Luigi Dassori.
Nell’accogliere
le dimissioni, l’Assemblea lo nominava Membro del Consiglio d’Onore
assieme al Generale Angelo Gervasio, al Prof. Bruno Minoletti, al Com.te
Cesare Rosasco M.O.V.M., all’Ammiraglio Spalice ed al Prof. Luigi
Ferraro M.O.V.M.
Nell’anno
1957 la “Salvamento” veniva retta dal V. Presidente Prof. Giuseppe
Lama con poteri di Presidente Reggente, concessigli dall’Assemblea.
Egli si preoccupava di trovare un Presidente adeguato all’importanza
della “Salvamento”,
che ne potesse risollevare le sorti e
farla progredire, sopratutto nel campo
del salvataggio.
Sorgevano,
intanto, per sua cura, le Sezioni di Ravenna con a Direttore il Sig.
Oberdan Ceccaroni, di Rimini, Direttore il Maggiore Giovanni Lucchi, di
Caltanissetta e di Torino e di Venezia.
Sempre
nel 1957 la “Salvamento” è stata invitata dalla Federazione
Nazionale di Salvataggio di Parigi a partecipare ai campionati di
salvataggio che si dovevano svolgere a Bordeaux quella stessa estate, ma
si faceva presente che è fatto divieto, per Statuto, ai nostri militi
di partecipare a manifestazioni a carattere sportivo.
Ancora
nel 1957, il Dott. Mario Boero, Segretario, lanciava l’idea di
aumentare la quota di iscrizione agli esami di abilitazione a bagnino da L. 1500 a L. 2500, per adeguarla alle spese inerenti, ossia diplomi,
cartelle-classifica, verbali d’esame, norme d’esami, corrispondenza,
spedizioni ecc. il tutto aumentato di prezzo.
Essendo
l’idea apprezzata e condivisa dal Presidente Reggente, dopo
un’inchiesta condotta con tutte le Capitanerie di Porto, risultata poi
favorevole, il Dott. Boero faceva un esposto al Ministero della Marina
Mercantile, indi si recava a Roma dove gli veniva assicurato
l’interessamento del Ministero stesso e veniva invitato a ritornare
per conoscere l’esito ed a presentare il nuovo regolamento degli esami
proposto dalla Società.
Tornava
a Roma infatti il Dott. Boero col Prof. Lama, Presid. Regg. ed
apprendevano dal Ministero della Marina Mercantile la concessione
dell’aumento della quota d’esame, l’approvazione delle nuove norme
d’esame e l’emanazione di una disposizione ministeriale, provocata
dallo stesso V. Presidente, CHE RENDE OBBLIGATORIO a tutti i proprietari
bagni l’acquisto, tramite le locali Capitanerie di Porto, di uno o più
Quadri illustrati sulla respirazione artificiale e prime cure
all’asfittico, da esporre all’entrata degli stabilimenti stessi.
Lo
stesso Ministero, con apposita circolare in data 6 marzo 1958, ne dava
notizia a tutte le Capitanerie di Porto con
l’incarico di renderla esecutiva.
Il
prezzo di vendita dei Quadri illustrati è stato fissato dalla Società
in L. 400 cadauno. Alla fine dell’anno 1958 erano già prenotati
presso la nostra Sede oltre 300 copie dei suddetti quadri. Col nuovo
anno 1959 e più ancora con l’apertura degli stabilimenti bagni vi
saranno maggiori richieste e quindi più utile per la Società.
Il 27
aprile 1958, in Assemblea straordinaria, veniva eletto a Presidente
della Società il Comandante On. Luigi Durand De la Penne, M.O.V.M., che
già conosceva la “Salvamento” e ne apprezzava gli scopi altamente
umanitari.
E’
appunto per interessamento Suo e dei Sigg. Comandante Agrofoglio e
Parodi Umberto del Registro Ital. Navale che l’armatore Porta-Figari
ha fatto dono alla Società di due imbarcazioni da salvataggio che sono
state assegnate, dopo averle rese perfettamente efficienti a spese
sociali, una alla Sezione di Ge-Foce ed una alla Sezione di Rimini.
Altre
due imbarcazioni di salvataggio sono state donate dall’armatore Lauro.
Va
ricordato che nel 1956 veniva effettuata in forma solenne ad
Alessandria, la premiazione del locale gruppo di Guardie di P.S. che, in
distaccamento a Genova, avevano preso parte, con coraggio e abnegazione,
al salvataggio dei pericolanti durante la tremenda mareggiata del 19-21
febbraio 1955 che sconvolse il Porto di Genova.
Presenti
alla cerimonia, col Prefetto di Alessandria e le altre Autorità
cittadine, il Presidente Reggente della Società Prof. Giuseppe Lama,
che fu anche il felice oratore, ed un gruppo di nostri militi volontari
in divisa e con bandiera sociale.
Nel
1957 venivano premiati, per lo stesso salvataggio di Ponte Canepa, i
bravi Vigili del Fuoco di Genova e con essi il loro Comandante Ing. Elia
Michele che ebbe la Medaglia d’Argento. Sempre presente il Presidente
Reggente della Società ed i militi in divisa con bandiera.
Altri
salvataggi venivano premiati in loco, dalle autorità locali, con la
dovuta solennità, durante ricorrenze patriottiche o civili.
Nell’anno
1958, come già nel 1957, il Ministero dell’Interno concedeva alla
Società una sovvenzione di L. 150.000 e quello della Marina Mercantile,
altra di L. 200.000.
Nel
giugno della stesso anno la “Salvamento” dietro invito, interveniva,
in persona del suo Presidente Reggente Prof. Lama, accompagnato dal
Segretario Dott. Mario Moero, al Congresso Internazionale dei Decorati
per salvataggi, tenutosi a Bruxelles.
Durante
il Congresso il Prof. Lama ha avuto modo di sintetizzare gli scopi e
l’attività sociale e di mostrare il suo interessamento per la
Federazione dei Decorati per salvataggi compiuti in mare o comunque
nelle acque interne ed ha prospettato felicemente l’idea di rendere
internazionale il valore delle decorazioni assegnate dalle varie Società,
e relativi nastrini.
L’interesse
suscitato nei congressisti dalle dissertazioni del nostro Prof. Lama fu
tale che vollero nominarlo V. Presidente permanente del Congresso
stesso.
Detta
nomina implica la sua presenza alla riunione dei congressisti che avrà
luogo annualmente nella sede della Società di Salvataggio che verrà di
volta in volta designata.
Nel
1958, il 10 maggio, assumeva la Presidenza della Salvamento uno dei
migliori figli di Genova Ia Superba, l’On.
Luigi Durand de la Penne
-
M.O.V.M.
Egli
rimaneva in carica un anno circa e poi, perché costretto a Roma dalla
sua carica di Deputato al Parlamento, il 29 maggio 1959, rassegnava, suo
malgrado, le dimissioni, desiderando però restare socio effettivo del
Sodalizio.
Gli
succedeva, quale Reggente, il Prof. Giuseppe Lama, V. Presidente, che
copriva la carica fino al giugno 1959 quando veniva nominato Presidente
provvisorio, fino alla nuova Assemblea, il Consigliere Conte Pio Bianchi
di Lavagna confermato poi Presidente dall’Assemblea del 30 ottobre
1959.
Il 2
ottobre 1959, intanto, il Prof. Lama rassegnava le dimissioni dalle sue
cariche sociali.
Pure
l’Avv. Mario Boero, il 31 maggio 1960 rassegnava le dimissioni dalla
carica di Segretario d’ufficio, desiderando egli dedicarsi
completamente ai suoi impegni professionali.
Lo
sostituiva, dal 9 maggio stesso anno, il Colonnello Amedeo Raja.
Nel
1960 si provvedeva alla revisione del Regolamento Interno che veniva poi
dato alla stampa e spedito, in omaggio, a tutte le Autorità, alle
Capitanerie di Porto, Uffici Marittimi, alle Direzioni di Zona della
Società e alle Sezioni.
Inoltre,
desiderando il Consiglio d’Amministrazione che la Società avesse un
suo materiale didattico sui consigli ai bagnanti, sulle norme di
trazione di un naufrago, sui metodi di respirazione artificiale ecc.
dava alla stampa la bozza preparata dai suoi esperti Dott. Giorgio
Cassiani Ingoni
-
Direttore
Generale Sanitario, dal Sig. Luigi Dassori Tecnico e Ispettore delle
Sezioni, coadiuvati dal Dott. Giorgio Taccone e dal Com.te Dott. Luigi
Bianchi, Direttore di Zona di Venezia.
Ora la
“Salvamento” possiede un quadro illustrato completo da esporre negli
stabilimenti balneari a tutela dei bagnanti, così come ha il suo
manuale sul pronto soccorso, prime cure, sui vari metodi di respirazione
artificiale, completo di consigli ai bagnanti, illustrato con fotografie
scattate durante le esercitazioni e lezioni impartite dai nostri esperti
che hanno curato la preparazione del manuale stesso.
La
“Salvamento” insomma, se pure in silenzio, lavora.
Il 10
aprile 1961 sono stati abilitati “al soccorso in acqua e agli
asfittici” 20 studenti e studentesse scautisti che ne hanno fatto
richiesta e che sono stati minuziosamente preparati con un mese di
esercitazioni pratiche in acqua e di lezioni teoriche in palestra.
Sia
loro che le famiglie si sono dichiarati
entusiasti del vasto programma della “Salvamento”.
Sempre
nel 1961 sono state costituite nuove Sezioni in Liguria e fuori, e
precisamente quella di Cagliari, numerosa di Soci e benevisa dalla
Capitaneria di Porto e dalle Autorità, quelle di Imperia, Alassio,
Celle Ligure, Voltri-Vesima, Pegli-Multedo, Priaruggia e di Albaro
intitolata a “Paolo Fossa” cui annesso il Distaccamento Motolancie
che funziona alle dipendenze della Sede Centrale.
Si è dotata la spiaggia di S. Giuliano, in Corso Italia, a
Genova, di 4 posti di pronto soccorso, corredati, gratuitamente, di
materiale sanitario di pronto soccorso oltre a lettino, salvagenti,
sagole, rocchetti, coperte ecc. mentre lo stesso materiale si è inviato
a Lavagna, Sesto Calende ecc. A tutti sono state provviste bandiere
rosse di divieto bagno e la bianca bandiera sociale.
Il 30
aprile 1961, con una suggestiva cerimonia, nella Chiesa parrocchiale di
S. Francesco d’Albaro, presenti tutte le Autorità, è stata celebrata
una Messa in suffragio del piccolo Paolo Fossa l’eroico bimbo perito
il 23 sett. 1960 in un laghetto formato dal Torrente Bisagno, in località
Moranego, per salvare un compagno caduto accidentalmente in quelle
acque. Nel Teatrino della stessa Parrocchia, è stata consegnata poi, in
un’atmosfera di commozione, la Medaglia d’Oro di salvataggio, alla
Famiglia.
Il 90°
della Salvamento proseguirà con altre manifestazioni reclamistiche e di
beneficenza che ci auguriamo abbiano esito felice.
Intanto,
in questo mese di luglio in cui le spiagge sono affollatissime di
bagnanti, i nostri militi sono impegnati lungo la costa nei tratti di
spiaggia libera per prevenire incidenti e soccorrere i pericolanti.
Mensilmente
essi inviano il resoconto delle loro prestazioni alla Sede Centrale e
questa le trasmette all’Ufficio Statistica del Comune che le pubblica
sul bollettino mensile.
Si
spera, con le notizie racchiuse in queste poche pagine, di aver reso
l’idea degli scopi e dell’attività di questo quasi centenario Ente
genovese, e di ottenere quell’appoggio morale e materiale proseguire
sicuri nella via tracciata dal suo sociale Statuto.
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