Genova, 5 Ottobre 2020 – Aggiornamento del Dr. Alfredo Rossi, Direttore Sanitario SNS (scarica il documento in PDF a fine pagina).

Coronavirus: verso l’autunno
Illusioni e speranze

Dr. Alfredo Rossi, Direttore Generale Sanitario SNS

Riprendiamo, dopo l’estate, il consueto aggiornamento sulla situazione clinico-epidemiologica relativa alla pandemia da Coronavirus (Sars-Cov-2). I dati scientifici e la ricerca, che con notevoli difficoltà aggiunge alcune evidenze importanti, indicano che il virus è ancora pericoloso. Non ha sostanzialmente mutato la propria aggressività e diffusibilità interpersonale. Stiamo di fatto assistendo ad una nuova ondata, lenta ma costante. D’altra parte la risposta immunologica delle persone infettate appare poco stabile e poco duratura. Che cosa quindi dovremo affrontare ? In attesa di nuove ed auspicabili acquisizioni scientifiche non resta che una indicazione per tutti noi: NON ABBASSIAMO LA GUARDIA !

1  –  la “nuova” svolta immunologica
La speranza che tutti noi abbiamo riposto nella attesa di una vivace e stabile reazione immunitaria da parte dei soggetti infettati (che avrebbe giustificato la cosiddetta “immunità di gregge”)  è andata in gran parte delusa.
Intendiamoci,  l’infezione determina davvero una duplice risposta immunologica:
– umorale : i linfociti B che producono le immunoglobuline , IgM e quindi IgG
– cellulare : i linfociti T, in grado di aggredire direttamente le cellule infettate. Su questo tipo di immunità la Letteratura fonda motivate speranze.

Purtroppo ad oggi non ci sono evidenze scientifiche sufficienti per affermare che, dopo l’infezione,  si diventa completamente immuni al Sars-Cov-2, né tanto meno elementi per stabilire per quanto tempo sopravvivono gli anticorpi.
La Letteratura attuale indica che le IgG tendono a scomparire dopo pochi mesi dall’infezione.
E dunque la domanda:
questi soggetti sono “disarmati”, quindi  in grado di essere nuovamente infettabili o di infettare altri?
In realtà  alcune ricerche recenti sembrano indicare che le IgG, anche se apparentemente ridotte, possono prontamente aumentare di fronte ad una nuova infezione,  la quale avrebbe quindi un andamento clinico meno severo.
Infine, a parte la capacità di una pronta memoria immunitaria, un elemento determinate la “ricaduta” potrebbe essere l’entità della  carica virale con la quale il soggetto viene a contatto.

(vedi quindi a questo proposito il paragrafo le 3 M)

2  –  tampone e sierologia

Questo capitolo non ha subito modificazioni significative. Ricordiamo brevemente le caratteristiche e le indicazioni dei due test:
– Il tampone (con tecnica antigenica o molecolare) determina la presenza attuale del virus a livello della mucosa nasofaringea.
– Il sierologico determina la presenza degli anticorpi IgM, quindi IgG , fornendo anche un dato quantitativo. Il test è quindi diagnostico di avvenuta infezione.

3  –  vaccini e farmaci antivirali

I vaccini
La ricerca scientifica è sempre “ in progress”.

Numerosi Enti  internazionali stanno coordinando e vagliando i dati derivanti dalle sperimentazioni sui vaccini, che sostanzialmente utilizzano, quali stimolatori,  sequenze, di RNA o frammenti di proteine virali.
Un elemento condizionante ed essenziale è ovviamente il contenimento degli effetti collaterali.
Considerando infine la prevedibile riduzione nel tempo della risposta immune al vaccino, resta ancora aperta la questione circa i tempi di ripetizione del vaccino stesso

I Farmaci
Ancora oggi nessun farmaco antivirale ha dimostrato una evidenza statisticamente significativa circa specificità ed efficacia terapeutica. Il farmaco più promettente (Remdesivir) nonostante alcune esperienze incoraggianti è oggi considerabile di indicazione secondaria.

4  –  la regola delle  “3 M”

Il lockdown della scorsa primavera ha prodotto in Italia importantissimi risultati, con un netto confinamento dei contagi e, conseguentemente, riduzione dei ricoveri (specie in Terapia Intensiva) e della mortalità.
Ora tutto sembra volgere di nuovo al peggio, con un preoccupante trend a salire.
Certo, durante l’estate da poco trascorsa, abbiamo assistito a comportamenti davvero irresponsabili da parte di molti di noi.
Lo sfrenato e poco giustificato desiderio di “normalita” ha pagato e sta pagando un prezzo molto oneroso, nonostante i richiami degli organismi scientifici ed istituzionali e forse anche a causa di controlli assai poco severi.
Rimane dunque ora la responsabilità di tutti noi, perché tutti possiamo contribuire alla salute adottando (ma costantemente!) queste tre semplici regole che vogliamo chiamare  le 3 M.
Se sapremo farlo potremo davvero contribuire ad invertire il trend del contagio e forse potremo assistere di nuovo ad una riduzione dei pazienti gravi e delle morti.

Altrimenti dovremo solo contare sui progressi della scienza, augurandoci che non sia troppo tardi …
Allora:

M         come “ mascherina”. Usiamola sempre quando ci troviamo in un locale chiuso, poco aerato oppure laddove, anche all’aperto, ci sia troppa densità di persone. Ricordiamo che la mascherina va indossata correttamente, coprendo sia la bocca che il naso. Evitiamo “spettacoli da furbetti” con la mascherina sotto il mento, sulla fronte o in bella evidenza alla piega del gomito !

M         come “mani”. Laviamole spesso, soprattutto dopo aver toccato oggetti non sicuri. Usiamo soluzioni disinfettanti, ma ricordiamo che acqua e sapone vanno sempre bene.

M         come “mantieni le distanze”. Le Istituzioni raccomandano una distanza fisica di almeno 1,5 metri. Questo però non deve essere un limite stupidamente ricercato e ostentato in caso di contestazione. Non si tratta, con una metafora calcistica, di una verifica al VAR, ma della salute, nostra e di tutti. Ricordiamo che la maggior parte delle droplets cadono entro 2 metri, ma che la trasmissione aerogena del Coronavirus può superare anche i 5 metri.

Vi ringrazio, come sempre, della vostra attenzione e … alla prossima puntata !

Genova, 05/10/2020

Dr. Alfredo Rossi
Direttore Generale Sanitario
Società Nazionale di Salvamento

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