Genova, 13 Marzo 2020 – L’approfondimento del Dr. Alfredo Rossi, Direttore Generale Sanitario della Società Nazionale di Salvamento.

Il Coronavirus e le mascherine

L’ emergenza Coronavirus desta in tutti noi una evidente e giustificata preoccupazione.
Il rischio di contagio, sia interumano sia attraverso oggetti contaminati, è di fatto sensibilmente maggiore rispetto ad esempio ai più noti Rinovirus e Adenovurus, responsabili delle comuni sindromi influenzali.
Di qui la doverosa attenzione sia alle norme igieniche di base (lavarsi frequentemente le mani) sia al ricorso dei cosiddetti DPI (dispositivi di protezione individuali), tra i quali i guanti e le mascherine facciali.
A proposito delle mascherine è opportuno fare alcune considerazioni:

1 – Le comuni mascherine chirurgiche sono nate per l’esigenza di salvaguardare il paziente in camera operatoria e non il medico (!): esse facevano e fanno parte delle procedure di sterilità che assicurano la possibilità di operare anche in maniera invasiva senza sequele infettive. La mascherina cioè limita (anche se non del tutto) la possibilità che lo stesso chirurgo trasmetta aria espirata o secrezioni potenzialmente infette.

2 – Molto meno documentata invece è la condizione opposta, quindi l’efficacia della mascherina nel difendere adeguatamente chi la indossa da agenti tossici o infettivi provenienti dall’esterno o da altre persone a distanza ravvicinata.

3 – Di fatto la maggior parte delle mascherine riesce a “fermare” solo particelle di dimensioni discrete (superiori ad alcuni millesimi di millimetro (micron) ed è per questo che vengono consigliate a lavoratori esposti professionalmente alla possibilità di inalare agenti tossici (fumi, polveri, ecc).

4 – Non esistono prove che una comune mascherina sia in grado di limitare efficacemente il transito di un virus

5 – Esistono in commercio due tipi di mascherina, cosiddette filtranti, con efficacia collaudata fino a 0.6 micron: le FFP2 e soprattutto le FFP3. FFP significa “ Filtering Face Piece”. Queste premesse la renderebbero adeguata ad una protezione da agenti virali. A tutt’oggi tuttavia non abbiamo dati di comprovata evidenza

E’ quindi inutile o addirittura sbagliato usare le mascherine contro il Coronavirus?
Non è sbagliato e, nei limiti sopraindicati, può essere certamente utile poiché ogni minima limitazione alla circolazione del virus è giusta, senza dimenticare che l’evidente senso di rassicurazione che la mascherina ci trasmette  in questo momento ci fa bene.
In realtà le raccomandazioni dell’OMS e del Ministero della Salute sono la guida che tutti noi siamo responsabilmente tenuti a seguire. Le riassumiamo:

Per prevenire il rischio di infezione da nuovo coronavirus è prioritario curare l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare anche una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus. L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. Inoltre, la mascherina non è necessaria per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie.

Come devo mettere e togliere la mascherina?
Ecco come fare:

  • prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che aderisca bene al volto
  • evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani
  • quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; infatti sono maschere mono-uso
  • togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina; gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani.

Dott. Alfredo Rossi
Direttore Sanitario
Società Nazionale di Salvamento
Genova

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