Salerno, 21 Luglio 2020 – Ringraziamo la Capitaneria di Porto per la sensibilità e la lungimiranza. Riportiamo integralmente l’articolo di  Vincenzo Rubano pubblicato online su “Repubblica.it” – ed. Napoli – il 21/07/2020. 

Salerno, il sogno di Francesco si avvera: bagnino con la sindrome di Asperger

I genitori del 16enne hanno scoperto per caso cinque anni fa che il ragazzo ha una lieve forma di autismo

di Vincenzo Rubano leggi l’articolo su repubblica.it – pubblicato il 21/07/2020 

<<SALERNO. Il sogno si avvera. Francesco, con una lieve forma di autismo, è riuscito a realizzare il suo grande desiderio: conseguire il brevetto da bagnino. “Ora potrò finalmente aiutare gli altri – racconta emozionato – il mio sogno è salvare vite umane”. Francesco, 16 anni, residente a Santa Marina, ha la sindrome di Asperger, l’hanno scoperto per caso cinque anni fa, i suoi genitori, dopo un attacco epilettico.

L’Asperger per lui è un turbinio di entusiasmo e voglia di fare, dalla palestra alla corsa, dai giochi di società al nuoto. Ieri all’esame da bagnino, a Salerno, presso il lido Colombo, è arrivato con venti minuti di anticipo. Maglietta bianca e pantaloncino nero, capelli trasandati e lo sguardo un po’ perso nel vuoto. Ad accompagnarlo la mamma Biagina e il papà Giovanni.

“Non vedeva l’ora di sostenere l’esame – raccontano i genitori – durante il viaggio in auto ha ripetuto per tutto il tempo le tecniche di salvataggio e di rianimazione”. E poi, per oltre un mese, si è esercitato in mare con gli istruttori della Società Nazionale di Salvamento.  Francesco vive in simbiosi con il mare, è un esperto nuotatore. Quando ieri mattina, durante la prova pratica, si è gettato in acqua per il recupero di una persona in difficoltà, ha lasciato tutti senza parole. Veloce, determinato, professionale.

E con una grinta fuori dal normale. “E’ stato bravissimo – racconta orgoglioso il suo istruttore Pietro Testa – è stato uno dei miei migliori allievi e ha raggiunto un grado di preparazione altissima. Ha seguito il corso sempre con molta attenzione ma soprattutto con tanta voglia di imparare. Inizialmente ero molto scettico -ammette l’istruttore – non avevo mai avuto esperienze di questo tipo. Francesco però mi ha fatto ricredere. E’ stato un esempio per tutti”.

La mamma di Francesco, Biagina, non ci crede ancora: “Mi sembra un sogno dopo immense difficoltà e porte sbattute in faccia. Qualche anno fa, un medico si stupì persino che avesse imparato a leggere e a scrivere. Questa era la prospettiva che avevamo dell’autismo”. Biagina, di professione giornalista, è una super mamma. “Per anni nessuno è stato in grado di darci una diagnosi. Dopo quell’attacco epilettico, l’unico della sua vita, mi venne in mente un articolo sul film “Adam”, la storia di un ingegnere che soffre proprio di questa sindrome: per me fu un’illuminazione”.

Da allora Biagina inizia la sua battaglia per aiutare il figlio. A 49 anni si scrive all’università e si laurea in tempi record e con il massimo dei voti in Scienze dell’educazione e della formazione. “L’ho fatto per essere più vicina a mio figlio – racconta – per potermi occupare personalmente delle sue difficoltà. L’Asl e la scuola, purtroppo, fanno ancora troppo poco”. Adesso Francesco, grazie anche all’impegno della mamma, continua a sognare, come dovrebbero fare tutti. E ha imparato a fregarsene del giudizio della gente e quando parla dice tutto quello che pensa.

“Non mi interessa quello che dicono le persone – spiega – faccio tutto quello che ho voglia di fare. E adesso ho voglia di impegnarmi per aiutare gli altri”. Orgoglioso di Francesco anche il capitano di vascello Daniele Di Guardo, comandante della Capitaneria di Porto di Salerno. “Un bagnino modello – spiega il comandante – siamo fieri ed orgogliosi di poter contare anche sulle sue competenze per assicurare sicurezza ai bagnanti. La perseveranza e l’impegno di Francesco siano da monito per tutti quelli che aspirano a lavorare nel settore della balneazione, affinché venga assicurato sempre un intervento efficace in caso di emergenza. L’assistente bagnante – ha concluso Di Guardo – è un interlocutore importante della Capitaneria di Porto, quale prima persona in grado di intervenire. Per questo si rende necessaria un’azione sinergica, condividendo l’obiettivo comune della salvaguardia della vita umana in mare”.>>

 

di Vincenzo Rubano

Fonte e foto: Repubblica.it 

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