Genova, 1 Giugno 2020 – Inizia la stagione balneare 2020: la proposta della Società Nazionale di Salvamento sulle spiagge libere.
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Spiagge libere 2020 – una proposta della SNS

(PDF) – 9 pagine

Introduzione:

Spiagge libere 2020
Una proposta della Società Nazionale di Salvamento

Le spiagge non sono solo luoghi all’aria aperta, ma luoghi affollati. Condividono con stadi o teatri questa caratteristica. Per fortuna, lo spazio esteso e l’aria aperta delle spiagge, esposte naturalmente alle brezze e ad un ricambio continuo dell’aria, ci offre la possibilità di frequentarle con una certa sicurezza nel rispetto di alcune semplici norme di comportamento, anche in questo difficile periodo. Spiaggia libera non significa assenza di norme, libertà da qualsiasi regola.  Lasciare al giudizio e alla valutazione occasionale degli utenti la scelta volontaria di regole di comportamento potrebbe rivelarsi in tempo di virus un tragico errore. Una ripresa dell’epidemia a causa di comportamenti scriteriati potrebbe richiedere la chiusura delle spiagge, con tutto quel che ne consegue. Il distanziamento sociale, il divieto di un contatto fisico tra persone estranee al proprio nucleo familiare o intimo, l’attenzione verso rigorose norme di profilassi e d’igiene, in luoghi affollati, richiedono norme che non possono essere lasciate alla approssimativa valutazione e l’obbedienza volontaria degli utenti, ma devono essere imposte in modo chiaro e perentorio. Non è una perdita di libertà o una stupida, imposizione burocratica, ma proprio al contrario queste norme elementari stabiliscono la condizione per utilizzare in sicurezza le spiagge che non sono abbandonate da Dio, ma un “paradiso in terra”, come sono state giustamente definite.

In particolare, queste norme:

  • devono essere enunciate in modo specifico. La distanza tra ogni nucleo – sia esso un ombrellone, un lettino o un asciugamano – deve essere stabilita chiaramente, anche se non ci sia bisogno del metro per rispettarla, ma del solo buon senso;
  • devono essere portate alla conoscenza del pubblico: l’utente della spiaggia deve essere messo in grado di conoscerle con certezza, attraverso un’apposita cartellonistica, l’informazione e il comportamento mirato degli addetti;
  • devono essere rese efficaci dal comportamento inequivoco degli organi pubblici, presenti sul territorio dall’inizio delle attività (stabilendo quindi un orario d’uso del bene collettivo) e avvalendosi, se necessario o opportuno, anche del contributo di associazioni di volontariato;
  • devono essere rese efficaci attraverso la prevenzione ricorrendo a comportamenti repressivi come ad un’ultima risorsa (far smettere di giocare a pallone un gruppo di ragazzi è molto più difficile che intervenire prima che inizi la partita) educando la popolazione all’uso intelligente e responsabile della spiaggia;
  • gli utenti della spiaggia devono essere sensibilizzati e convinti della giustezza delle norme potendo esercitare così, anche loro stessi, un controllo sociale sul comportamento degli altri – anche solo mediante il loro giudizio – coinvolgendo la collettività nella gestione della spiaggia;
  • il controllo esercitato non deve avere un carattere casuale, intermittente o saltuario. Si può fare ricorso, se possibile, all’uso di personale itinerante o di droni.

Tutto questo non elimina ovviamente il problema più naturale delle spiagge… leggi tutto il documento 

Genova, 01/06/2020

Fonte: SNS Sede Nazionale

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